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La pittura postgeonaturalistica di Crissi Piras, affonda le proprie lineazioni nella destruttura della "visione". E' il dopo Dorazio, sublimato e somatizzato. E' qui che prende forma la verità del mistero, che è in tutti i segni e in tutti i colori, in ogni linea e punto. Chiamale, se vuoi, decostruzioni della realtà. E' la parola chiave, la password per un'analisi delle opere di Crissi Piras. Ma non solo di decostruzioni, narrative e simbologiche, vivono i suoi sogni e i suoi cromi. L' artista sarda annette ai contorni geometrici delle ideografie con un chè di segmentale filosofico: non a caso le sue tele sono frequentate da campiture alludenti al pensiero, se non scinteista sicuramente di raziocinio giocromico ... jovanottiano, positivista. Vedi l'opera "Parallelepipedo" summa ideografica maxima del periodo, appunto, del suo continuo decostruire. Questa pittura dedicata ad alludenti "stazioni" pittoriche, può assurgere a logos di una neo-filosofia di vivere e di vedere?

 

                                                                           Donat Conenna

                                                                            (critico d'arte)

 

                                                                                                                                   

 

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Il fenicottero vola alto, verso la libertà, senza confini.

    Il fenicottero ascolta il suo cuore.

            Crissi Piras, artista sensibile, porta avanti il suo sogno, il sogno di una donna, il sogno di tanti esseri umani.

            È il sogno di chi non si accontenta. È il sogno di chi vuole raggiungere sempre nuovi traguardi, di chi ama vivere, in pace, nel mondo e col mondo.

L’artista racconta nelle sue opere una storia di libertà in un percorso infinito. Un percorso di uguaglianza e di fratellanza.

            In queste 12 opere, originali e di facile lettura, il fenicottero rappresenta il desiderio di amore e di libertà che alberga in ognuno di noi e che spesso la società globalizzata e crudele riesce a carpire.

 

                                                                                                                 Amedeo Chessa

                                         (critico d'arte)

 

Sassari 6 aprile 2009

(dal Catalogo "Il Sogno del Fenicottero" - collezione esposta alla XXX assemblea nazionale dei centri e club UNESCO italiani al T Hotel di Cagliari - maggio 2009)

 

 

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Monica Caggiari, 1 luglio 2008

L’artista, che negli anni si è dedicata a numerose tecniche pittoriche, continua nel suo viaggio dedicato alla sperimentazione continua e alla ricerca di nuove forme di comunicazione visiva

Crissi Piras espone “Astrattismi” al Cafe Latino

 ALGHERO - Nuove tecniche e nuove proposte cromatiche, insieme ad alcune opere già note al pubblico algherese, caratterizzano la piccola personale di Crissi Piras, intitolata “Astrattismi”, che da alcuni giorni è ospitata nella sala interna del Cafe Latino. Il noto locale affacciato sulla muraglia accoglierà per l’estate alcune tele, tra cui tre opere di una nuova serie, che dopo l’inchiostro e le china colati e le applicazioni a mano di tempera densa su tela, volge lo sguardo all’astrattismo nel segno del rigore geometrico e cromatico. L’artista, che negli anni si è dedicata a numerose tecniche pittoriche, continua nel suo viaggio dedicato alla sperimentazione continua e alla ricerca di nuove forme di comunicazione visiva. Interessante è anche il fatto che sempre più spesso in città le produzioni artistiche siano accolte in luoghi normalmente non adibiti ad esposizioni di questo genere. Gli scenari, bar, caffetterie, ristoranti, ma anche un salone d’acconciature, che per loro natura ospitano durante l’arco della giornata molte persone, con gusti e interessi davvero eterogenei, hanno così avuto il merito di dare visibilità all’arte locale. Allo stesso tempo è stata così data la possibilità a tante persone di avvicinarsi all’arte grazie a queste esposizioni nei luoghi della quotidianità.

Nella foto: due creazioni di Crissi Piras in mostra al Cafe Latino di Alghero - luglio/agosto 2008

 

 

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Crissi Piras si distacca tra gli artisti moderni per la singolare freschezza delle sue opere nelle espressioni che vanno dalla ricerca alla sperimentazione, dal surreale all'astratto. E lo fa spontaneamente dotata di talento congeniale, spinta da un affinato lirismo. Di fronte alle sue opere si percepiscono messaggi di gioia e di speranza, di pace che invoca per un mondo oggi dilaniato dalle guerre, rilanciandoli anche attraverso le sue poesie. Una donna solare e colma di speme e un'artista che sa esprimere i valori positivi che possiede e manifesta con sbalorditiva semplicità.

                                                                                                                         Luigi Muccitelli

(su "Lo Spazio" International art & Literature Magazine - 1 / 2007

 

 

 

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Crissi comunica ciò che sente nel suo intimo. Visionarietà e inconscio, libertà da costrittivi moduli giocano un ruolo di vibranti espressionismi visivi. Che non sai se sono scaturiti da una energia onirica fattasi luce, moto, volo o risultino invece essere l’istantanea impulsiva realizzazione del suo progetto pittorico. Che però insieme partecipano del colloquio ineludibile, esistenziale tra soggetti e oggetti come tra fenicotteri rosa e cielo o lago o spiaggia di mare. E pertanto, continuamente scomposti e ricomposti, nelle loro visioni, in un lavoro da certosina sulla tavola della vita e della immaginazione, i fenicotteri di Crissi ne sono la dimostrazione, la fenomenologia mistura. Che appartengono come lei stessa ci ha dichiarato ad un lavoro più complesso.

In tal modo, così crediamo, i fenicotteri biancorosa di Crissi non finiranno mai di sorprendere l’osservatore per la freschezza, la libertà di azione, l’inventività creativa della mente e della mano di lei, nella loro graziosa disinvolta aria di volatili, atteggiati, come a “danzatrici” di uno specchio riflesso da interiori pulsioni e istintuali emanazioni dell’anima della pittrice sarda.

 

                                                                                                   Mario Micozzi

 

(su “Punto d’incontro” periodico di attualità, arte, informazione, e cultura interdisciplinare - maggio 2004)

 

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Nelle opere di Crissi Piras, l’immagine si fa evento rituale, magico, sacrale… e  nel momento dell’atto in cui viene creata, viene a stabilire un rapporto diretto fra inconscio e gesto creativo, promuovendo il libero fluire del materiale pittorico in assenza di controlli etici ed estetici, ovvero l’attivazione a fini artistici di latenze e pulsioni sottratte a qualsiasi filtro culturale. Si tratta senza dubbio di un moderno ripensamento dell’idea romantica di ispirazione, dato che l’opera può essere ottenuta solo a partire da una sorta di “stato di grazia”, che invoca una nuova poetica dell’autenticità, la partecipazione “totale” dell’artista al gesto creativo che egli compie. La propria conoscenza artistica è allora che si trasforma in una adesione incondizionata al senso misterioso della materia delicata, i paesaggi o le figure nei quadri di Crissi Piras, che si vengono a creare divengono simili a quelle di una primavera estatica, dove la funzionalità dei colori sembra più il prodotto chimico di agenti naturali che non il risultato di un artificio. Il suo bisogno di arte sconfina nello spazio della realtà, ovvero diviene il rifiuto del quadro come luogo chiuso a se stante, come dimensione “altra” e irrecuperabile rispetto al vissuto sociale e individuale. Ed è a questo punto del suo cammino che il quadro diviene una “sindone” laica, al tempo stesso mistica e profondamente umana, un luogo di memoria, un teatro rituale in cui si celebra il divenire perpetua della vita, per mezzo del quale si arriva a conoscere la propria verità.

                                                                                         Giuseppe Pilu

 

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GOCCE IN MOVIMENTO

Sono opere realizzate in inchiostro di china su cartoncino, dove linee e gocce confluiscono in immagini che lo spettatore coglie in maniera soggettiva. Acrobati e giocolieri danzano e volteggiano, ma rimangono al contempo solo accenni dell’immaginazione. Semplici simboli, che spaziano nelle varie tonalità cromatiche e che escono dal quadro per essere carpiti in maniera del tutto personale e intimistica dal pubblico.

                                                                                   Monica Caggiari

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L’innato estro creativo di Crissi Piras si estrinseca in felici invenzioni pittoriche e in continue ricerche verso nuovi orizzonti artistici. Il tratto saliente dell’artista sarda è infatti l’insaziabile sete di sperimentare sempre nuove tecniche e nuovi stili, per approdare ad un astrattismo denso di significati e profondamente vitale.

Nella sua serie “Gocce in movimento”, in cui è evidente l’influsso esercitato dalla tecnica del dripping di Pollock, la pittrice satura la tela di dinamiche gocce di colore, che paiono magicamente vivere di vita propria.

Lo spettatore rimane annichilito a immaginare e a interpretare i segni lasciati dal colore denso e sanguigno. In “Astrazioni Spaziali” si nota un certo primitivismo, quasi fossero incisioni rupestri di antica memoria, resi contemporanei dalla forza espressiva dell’artista. Crissi Piras varca i confini della realtà segnica per creare originali opere d’autore, ricche di fascino e di stupore.

Dr. Nadine Giove        

(Critico d’arte)             

(Premio internazionale “Ercole di Brindisi)

 

 



 


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